Guzzetta e Segni: ''Dietro-front sul referendum del premier? Ricatto della Lega''
"Il presidente del Consiglio in passato aveva detto che avrebbe votato, che avrebbe votato sì e che non avrebbe però fatto campagna referendaria. Non so se questa di oggi sia una rettifica, ma io guardo la luna e non il dito che la indica: mi concentro sulle ragioni che hanno spinto Berlusconi a dire questa cosa". Lo dice il professor Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, commentando il comunicato con il quale Silvio Berlusconi ha reso noto di non considerare opportuno un sostegno diretto alla consultazione.
E la spiegazione che dà è la seguente: "Ad appena 48 ore dalle europee, la Lega chiede un posto in più alla Rai, due presidenze di Regione e ha posto come condizione che il premier facesse questa dichiarazione. Insomma, la Lega ricatta il presidente del Consiglio, che d'altra parte ha detto che in passato su questo tema il Carroccio ha minacciato la crisi di governo". E' la dimostrazione dell'importanza del referendum - conclude Guzzetta - che mira proprio a eliminare il potere di ricatto dei partiti del 10% sulla coalizione. Io comunque sono ottimista: il referendum lo votano i cittadini, non i partiti".