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Venerdì 24 Maggio 2013
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NEWS NAZIONALI E REGIONALI

TAORMINA FILMFEST, TERREMOTO VITTORIO SGARBI. Un fiume in piena su mafia e cultura.



TAORMINA - "Fate l'amore, non fate la guerra". Vittorio Sgarbi ha appena salutato la platea ma non perde tempo ed usa il microfono proprio come il pubblico si aspetta. E' la penultima giornata del 57esimo Taormina Filmfestival e l'attenzione è tutta per il critico d'arte che è stato ospite assieme all'Avv. Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma Mediterraneo, dell'incontro "l'arte e la cultura in una società senza valori", in calendario per la mattinata.

Dopo il primo intervento di Emanuele sui temi del Filmfestival e del Mediterraneo - "il festival di Taormina è una grande intuizione, nel futuro ci servirà soltanto il dialogo interculturale" - Sgarbi si fa mattatore del dibattito, in un crescendo dialettico che ha toccato quasi tutti i punti caldi del suo 'repertorio'.

Si parte forte con Berlusconi e bunga bunga: "Il premier ha un costante ed adolescenziale bisogno di essere amato, si circonda di donne, forse perché vicino agli ottant'anni, ma è così ingenuo da non chiedere nemmeno i documenti, in ogni caso fate l'amore e non la guerra." Il pubblico è composto da tanti giovani, molti dei quali felici come davanti ad una rockstar, il sindaco di Salemi sembra proprio gradire tanto affetto, non mancando di confermare la sua fama di piacione.

Poi i temi più profondi: "La cultura è un tema di governo, l'economia è creatività e per questo la cultura deve andare al primo posto. Il Made in Italy ha un valore simbolico fortissimo proprio grazie alle nostre bellezze. Purtroppo nessuno dei nostri potenti ha voluto legare il proprio nome alla cultura e abbiamo ministri che non sono nemmeno laureati."

Sgarbi ha spiegato che "la creatività italiana in questo periodo è al massimo, grazie a tantissimi giovani preparati, ma la mafia del mercato, la vera mafia, ignora e toglie le opportunità a chi le merita".

La scure dell'opinionista tv cala implacabile sui suoi bersagli preferiti: i critici d'arte che sono "incompetenti e falsari che scrivono cazzate come sulla mia Biennale di Venezia", la burocrazia e lo Stato "che rappresentano la vera mafia per la loro inefficienza".

Argomento di primo piano per Sgarbi è proprio la mafia e se la prende, citando direttamente Leonardo Sciascia, con "i professionisti dell'antimafia che bloccano tutto e si inventano inchieste per fare apparire lo Stato attivo e forte. In Sicilia abbiamo il brevetto della mafia, ma la grande criminalità organizzata qui non c'è più, si è spostata altrove, l'abbiamo ridimensionata grazie a persone come Falcone". A suo dire l'antimafia "con le sue attività inutili, come cercare infiltrazioni mafiose a Salemi", riesce soltanto ad attaccare ancora sulla Sicilia "la maledizione del marchio della mafia, lo Stato perde soltanto tempo."

La nostra domanda sul fenomeno tutto italiano delle 'opere incompiute' - di cui la cittadina di Giarre è considerata capitale, proprio a pochi passi da Taormina - è l'occasione per Vittorio Sgarbi per parlare di architettura e del problema dell'abusivismo, sempre senza inibizioni: "nel dopoguerra abbiamo costruito più case che in tutti i precedenti secoli di storia, 13 milioni di case di merda, seguendo in pratica un modello, quello della favelas brasiliana. Rispetto a loro però è tutto avvenuto con le autorizzazioni di soprintendenza, comuni, regioni. La violenza al paesaggio è stata sempre autorizzata, l'Italia è stata saccheggiata per cinquant'anni." Per il critico nato nel 1952, il tema è molto complesso e bisognerebbe chiedersi il motivo per cui tutto questo sia potuto accadere.

Il nostro paese "sarebbe ormai privo di identità architettonica" , l'ultimo indirizzo identificabile risalirebbe all'epoca fascista. Anche chi ha progettato il Palazzo dei Congressi - l'edificio dove si sta svolgendo buona parte del Taormina Filmfestival - per Sgarbi è un complice dello scempio: "come si può progettare un teatro come fosse un garage per auto? Guardatevi attorno, questo palazzo è un luogo della morte".

Sul finire dell'incontro, tornati ancora a parlare di antimafia, dalla platea qualcuno gli urla "vergognati", per quelli che sembravano degli insulti in piena regola verso i magistrati, insulti rivolti davanti ad un pubblico di giovani. Vittorio Sgarbi non se lo fa ripetere due volte e reagisce immediato secondo quel copione , ormai entrato nell'immaginario popolare e televisivo, fatto di urla, insulti e pesanti invettive, un copione che gli è costato querele, risarcimenti e pure un ceffone in diretta tv da Roberto D'Agostino, il fondatore di Dagospia.

Si è quindi chiusa tra le polemiche la mattinata del Taormina Filmfestival e, a parer di alcuni addetti ai lavori, parlando molto poco di cinema e film.

Prima di mezzogiorno si era tenuta la master class del regista polacco Andrzej Żuławski, di cui è stato proiettato il film horror 'Possession', Palma d'oro a Cannes nel 1981. L'altro intervento d'autore è stato quello del regista serbo nato a Belgrado Goran Paskaljević, che dopo Sgarbi ha fatto il suo incontro con i giornalisti e gli studenti del Campus.


Francesco Vasta
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