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Sabato 11 Settembre 2010
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NEWS REGIONALI

Urbanistica: Il Sindaco Invia Al Consiglio Comunale Il Piano Casa



Catania - Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha firmato e trasmesso per l'esame del Consiglio Comunale il "Documento istruttorio", predisposto dalla Direzione Urbanistica e Gestione del Territorio, importante atto di programmazione che individua prescrizioni, esclusioni e limitazioni all'applicabilità del "Piano Casa" approvato dalla Regione lo scorso 26 marzo. "E' un fondamentale piano d'intervento urbanistico -ha spiegato il sindaco Stancanelli- che traduce in concreto il lavoro di pianificazione e riordino del territorio nelle sue linee generali già presentato all'assemblea cittadina, che recepisce la nostra strategia che è quella di coniugare rigore e sviluppo, seppure nell'ambito di una legge che sulla scia di quella voluta dal governo Berlusconi punta a sostenere la messa in sicurezza e/o riduzione del rischio sismico e idrogeologico e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Un sistema -aggiunge Stancanelli- che punta a rilanciare l'economia anche attraverso l'edilizia, ma che secondo noi non può ignorare la salvaguardia della qualità architettonica e dell'efficienza energetica incentivando l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, coerentemente con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche, ambientali e urbanistiche del nostro territorio". Un lavoro complesso di confronto e redazione del procedimento concluso in appena poche settimane dall'Amministrazione Stancanelli, tra le prime in Sicilia a completare questo lavoro, malgrado veda impegnati su vari fronti della pianificazione e gestione de territorio un pool di tecnici della Direzione Urbanistica guidata dall'architetto Gabriella Sardella, in collaborazione con la responsabile dell'ufficio PRG architetto Rosaria Pelleriti e con la supervisione "politica" del vicesindaco e assessore all'urbanistica Luigi Arcidiacono che per delega del primo cittadino segue tutti i passaggi burocratici e istituzionali dei provvedimenti di riordino urbanistico. "Coerentemente alla nostra impostazione di valorizzare l'esistente -ha osservato il sindaco Stancanelli- abbiamo ritenuto doveroso escludere o limitare l'applicazione della legge in tutti quei casi e in quelle aree dove l'utilizzo della norma comporterebbe effetti negativi dal punto di vista dell'ottimale organizzazione del territorio e la perdita o l'alterazione di quei tessuti urbani e di quei singoli edifici che posseggono una valenza storico-culturale. Un risultato che è anche frutto di un dialogo con le parti interessate, orientamento emerso anche durante lo svolgimento degli Stati Generali vale a dire quello di bloccare gli scempi e tentare di riordinare l'esistente salvaguardandone l'essenza anche culturale". A questo proposito l'assessorato e la direzione Urbanistica hanno svolto diverse riunioni con la Soprintendenza, la quale ha condiviso la bozza di prescrizioni predisposta dalla Direzione Urbanistica; il Genio Civile per la mitigazione del rischio sismico; gli Ordini professionali degli Ingegneri ed Architetti della provincia di Catania, i quali hanno espresso il loro parere sulla qualità degli interventi e le complessive modalità applicative del Piano Casa. Per diventare operative le prescrizione del "Piano casa" nel territorio comunale, a termini di legge, devono essere approvate dal Consiglio Comunale perentoriamente entro il mese di luglio. La legge regionale sul Piano Casa, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, consente per gli edifici ultimati entro la data 31 dicembre2009, l'ampliamento nei limiti del 20% del volume esistente, degli edifici esistenti, con tipologia unifamiliare o bifamiliare ad uso residenziale e/o uffici e comunque di volumetria non superiore a 1.000 metri cubi; la demolizione e ricostruzione, degli edifici residenziali ultimati entro la data del 31/12/2009, con un aumento fino al 25% del volume, qualora si utilizzino tecniche costruttive della bioedilizia o incrementato del 10%, per un aumento complessivo fino al 35% qualora siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili che co
nsentano l'autonomia energetica degli edifici.

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